Litania della paura

Lady Jessica è uno dei personaggi principali della saga di Dune, madre del protagonista, dalla vita non proprio facile (per usare un eufemismo).

In due particolari momenti del film il personaggio deve fronteggiare due situazioni parecchio spaventose (non sto a dirvi quali, altrimenti sarebbe spoiler), non è nemmeno difficile da cogliere il suo stato d’animo, appare chiaramente terrorizzata.

In entrambi i casi recita quella che viene definita la “Litania della Paura”.

Litania della Paura

Chiaramente parliamo di fantascienza, sia riferito al genere del film, sia riferito al fatto che non basta certo recitarsi un mantra per affrontare le proprie paure così come fa la nostra Lady Jessica.

Ma… ciò non toglie che può essere un’occasione per riflettere sul significato della paura, sulla necessità di provarla, attraversarla e sulla spinta ad agire che da essa è comunque possibile trarre.

La paura è una delle emozioni fondamentali degli esseri viventi, la sua utilità risiede nel fatto che ci mette in guardia dai pericoli e ci spinge alla sopravvivenza, ha quindi un valore protettivo.

Nella nostra quotidianità possono farci paura parecchi eventi percepiti come importanti o pericolosi: un incarico di lavoro, un esame all’università, un sintomo fisico, un cambiamento di vita, dire di “no” o semplicemente la nostra, una relazione, il sommarsi di problemi e preoccupazioni quotidiani…

Non ho usato “percepiti” a caso.

Questa emozione ha una valenza in termini evoluzionistici, proteggeva i nostri antenati dalle aggressioni di animali o nemici ostili, dalle calamità…

La paura è una emozione che ha valenza in termini evoluzionistici

Ad oggi, a questa tipologia di situazioni, che potremmo definire “oggettivamente” pericolose, possiamo aggiungerne innumerevoli altre che noi valuteremmo come tali, sulla base dei nostri vissuti personali.

Sono più situazioni di pericolo emotivo, anche se il confine emotivo/fisico in realtà è parecchio sfumato, un evento pericoloso in sé non è poi così polarizzato, sfrutto questa distinzione solo per delineare gli estremi all’interno dei quali ci muoviamo.

Ad ogni modo, la paura diventa un problema quando viene vissuta in maniera eccessiva o fuori contesto.

A quel punto, le “normali” reazioni alla paura, cioè lo scappare o l’evitamento, ci spingono a non affrontare ciò che temiamo (per quanto forse potremmo, non ci riusciamo in quella fase della nostra vita), tuttavia, il sollievo che ne ricaviamo è solo temporaneo e incrementa il senso di inefficacia personale, per cui si innesca un circolo vizioso a causa del quale l’evento stressante appare sempre più impossibile da gestire e fronteggiare.

È importante riconoscere le proprie strategie di sopravvivenza, accoglierle rispettando la funzione e il valore che esse hanno nel proteggerci, indagarne il significato e a quel punto iniziare a sostituirle, o quantomeno affiancarle, con risorse più consapevoli e flessibili, da utilizzare non soltanto per difendersi ma anche per crescere e incrementare le proprie competenze emotive.

La paura ci spinge a non affrontare ciò che temiamo.

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