Ti starai chiedendo cosa scrivere nei post-it e perché.
Tutto ciò che hai scoperto essere efficace nell’aiutarti ad affrontare delle situazioni che ti creano malessere: possono essere parole chiave, frasi, riflessioni, pensieri negativi riformulati diversamente.
È difficile mettere in atto certe strategie che ci aiutino quando siamo dentro quella situazione, per questa ragione un supporto esterno che ci ricordi come agire può fare la differenza.
FACCIAMO ALCUNI ESEMPI
1) Se sei uno studente universitario molto curioso ed appassionato del corso che stai seguendo, ma nonostante tutto preferisci non fare mai domande in aula per paura che gli altri colleghi pensino tu sia uno stupido, potresti essere caduto in un errore di valutazione, la lettura del pensiero.
Allora per motivarti a partecipare e superare questo timore, potresti portare con te a lezione un post-it, da guardare tutte le volte che vorresti fare una domanda, ma ti frena per paura di quello che potrebbero pensare gli altri.
“Non ho prove reali che gli altri la pensino così su di me,
è probabile che nemmeno facciano caso a quel che dico
perché sono presi dai fatti loro.”
2) Se tendi ad essere un perfezionista questo potrebbe portarti ad avere standard ed aspettative troppo elevati, per non dire totalmente irragionevoli, di conseguenza molto difficili da soddisfare.
La frustrazione di vederli puntualmente disattesi potrebbe generare in te stati ansiosi e depressivi o sentimenti di rabbia verso gli altri.
Quando devi svolgere un determinato compito potrebbero anche passarti per la testa pensieri di questo tipo:
“Non è riuscito perfettamente…
che frana che sono…
Ora dovrò rifare tutto da capo!”
In questo caso, potrebbe esserti utile tenere sulla scrivania un post-it che ti aiuti a concentrarti sul lavoro da fare in maniera più realistica.
“A volte tendo ad essere troppo perfezionista.
Se un lavoro non riesce perfettamente,
non è necessario che io rifaccia tutto da capo,
potrei aggiustare solo ciò che non mi soddisfa
o usare quell’imperfezione per imparare
e provare a fare diversamente la prossima volta.”
3) Se sai di essere una persona che tende a rimuginare su alcuni argomenti e questo ti crea ansia, prova a scrivere su dei post-it delle domande che ti aiutino a riflettere su questo processo e a bloccarlo, in modo da averle sott’occhio.
“È utile che io ragioni così? Mi sta portando a trovare delle soluzioni?
È realistico? Mi fa stare bene?
Forse è meglio io faccia qualcosa per distrarmi.”
4) Se sei un genitore e, guardando come si comportano gli altri con i propri figli, pensi di non essere abbastanza bravo, calmo, paziente, o ti giudichi pessimo perché delle volte ti è capitato di commettere qualche sbaglio, prova ad appuntarti queste riflessioni.
“Non ho la certezza che gli altri genitori siano sempre bravi, calmi e pazienti.
Dopotutto non passo con loro ogni momento della giornata.”
Oppure
“Qualche episodio non mi definisce come genitore.
Meglio concentrarsi anche sulle altre cose che faccio per i miei figli.”
Tenete con voi i post-it e leggeteli e rileggeteli tutte le volte che vi sentite sopraffatti dalle emozioni e avete difficoltà a reagire per cercare di gestirle e renderle meno intense.
Consultandoli nei momenti critici vi incoraggerete ad adottare delle strategie più efficaci.
Cosa più importante, man mano che verificherete che i risultati portano a una riduzione del malessere, a favore di sensazioni più confortevoli, le modalità che utilizzavate precedentemente si indeboliranno e perderanno la loro automaticità, permettendovi di rinforzare queste.
Tanto che, a un certo punto, non avrete nemmeno più bisogno di usare i post-it.
* Se vuoi approfondire dai un’occhiata alla mia pagina Instagram dove tratto nello specifico questi 4 casi.
